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                Incontro del 21 marzo 2019

AD  ALTA  VOCE   abbiamo  letto  La strada per Roma

DI COSA PARLA?

Di Guido Corsalini, un giovane urbinate, particolarmente provato dal difficile clima dei primi anni ’50 del secolo scorso, così tanto da sentirsi oppresso nella sua città natale e da decidere di fuggire. L’intero romanzo è ambientato negli anni immediatamente prima del benessere, quelli ricchi di speranze, amori, illusioni e turbamenti che caratterizzarono un’intera generazione, di cui Guido è portavoce. Studente universitario prossimo alla laurea, egli si ritrova a riflettere, insieme al suo migliore amico Ettore, su laceranti perplessità, legate alla sua vita futura e, in particolare, alla professione da svolgere. Insieme vivono, con atteggiamento opposto, la fine della gioventù e l’inizio dell’età adulta. Il primo deciderà di andar via dalla città natale, il secondo di rimanerci. Altro “personaggio” fondamentale è proprio la città di Urbino che, con la sua aria di attesa, con i suoi palazzi, la sua gente, fa da sfondo alle azioni e ai pensieri tormentati dei protagonisti. Le sue strade s’incrociano con quelle di Roma, città ideale per Guido, nella quale decide di rifugiarsi e in cui riesce, alla fine del romanzo, a trovare una stabilità interiore e a completare il suo cammino di crescita fatto di partenze, ritorni e ripartenze.

E’ l’ultimo romanzo di Paolo Volponi, ma potremmo dire anche che è il primo che ha scritto e poi lasciato da parte, per più di trent’anni, per una futura pubblicazione, avvenuta solo nel gennaio 1991 anno in cui si aggiudicò il premio Strega.

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Incontro del 7 febbraio 2019

 

  AD  ALTA  VOCE    abbiamo letto   La grande foiba   e  La parola ebreo 

DI COSA PARLANO?

“LA FOIBA GRANDE” (pubblicato nel 1992) è un “romanzo storico” nel quale l’autore inserisce le vicende di personaggi inventati. Infatti, egli fa della tragedia che travolse gli italiani che vivevano sul confine orientale della penisola alla fine del secondo conflitto mondiale lo sfondo della sua narrazione. Carlo Sgorlon racconta la tragica vicenda di Benedetto Polo e della gente di Umizza, un immaginario paesino dell'Istria, dominato e popolato, nel corso degli anni, da austriaci, italiani e slavi che da sempre hanno convissuto tranquillamente.

Tutti sono costretti a subire i tragici effetti degli eventi successivi allo scoppio della seconda guerra mondiale. E quelli dell’arrivo nei loro territori delle truppe titine, che seminano terrore gettando nelle foibe i loro precedenti dominatori e i loro oppositori in genere. Chi riesce a sopravvivere lascia le sue terre per cercare altrove una vita migliore.

"LA PAROLA EBREO" ripercorre l’infanzia di Rosetta Loy nella Roma che passa dal fascismo alla resistenza.

Al racconto dei momenti di vita serena e innocente della ragazzina, dei suoi familiari e dei suoi conoscenti, si alterna la documentazione dei fatti storici, in modo particolare di quelli riguardanti la follia delle leggi razziali e il dramma della persecuzione degli ebrei.

Rosetta esprime le sue sensazioni e il suo modo di vedere la realtà da bambina, compresi gli ebrei che frequentano il suo ambiente, ma rimane sempre inconsapevole della loro situazione. Solo da grande, durante la stesura del libro, affronterà tutte le tragiche informazioni di ciò che avvenne al di là della sua famiglia: la campagna antisemita, la guerra, lo sterminio, l'atteggiamento indifferente di una certa Chiesa.

Nell'ultima parte del libro, pubblicato nel 1992, riflette sul destino degli ebrei che aveva conosciuto e che non aveva mai "visto" fino in fondo, personaggi che nessuno cercò di aiutare: perché non ci si preoccupò di loro? Perché non ci fu solidarietà? Si sarebbe potuto fare qualcosa?

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             Incontro del 13 dicembre 2018

 

AD  ALTA  VOCE     abbiamo letto     Cerini Santo Nicola

DI COSA PARLA?

Della notte di Natale di alcuni senzatetto. Nei pressi della Stazione centrale imbiancata, uno di loro, il Secco, accende un fuoco in un vecchio bidone per scaldarsi; rimasto poi a corto di combustibile raccoglie dei cartoni fra i quali trova una scatoletta con una scritta particolare: CERINI DI SANTO NICOLA. Ravvivato il fuoco, uno dopo l’altro lo raggiungono altri diseredati che gli si fanno intorno. Mentre parlano tra loro, il Secco tira fuori la scatola di cerini, ne accende uno e, dopo aver guardato la sua fiamma, si sente improvvisamente loquace e fantasioso e comincia a raccontare di una sua strana notte di Natale del passato. E così faranno tutti gli altri con storie bizzarre e singolari che tra le righe parlano di consumismo, quantità, solitudine, miti contadini. L’ultimo a parlare è l’ultimo arrivato, proprio Santo Nicola – progenitore del ‘consumistico’ Babbo Natale – che narra la sua storia di emigrazione che lo ha portato a riconoscere che l’unica vera ricchezza è la parola che si dona all’altro. Egli saluterà il gruppo regalando a tutti “i cerini della buona favella” tanto che i ricchi passanti, ormai privi di dialogo, elemosineranno parole proprio dai pezzenti.

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Incontro  dell’8 novembre 2018

    AD  ALTA   VOCE  abbiamo letto    Il giorno della civetta

DI COSA PARLA?

Di un omicidio di mafia. Di un’indagine poliziesca che, attraverso lo schema dell’inchiesta, propone una storia ambientata in Sicilia, terra tanto bella e famosa quanto rovinata e tormentata da tutto ciò che ha sempre riguardato la mafia. E’ la trasposizione letteraria di un fatto realmente avvenuto, ovvero l’omicidio del sindacalista Accursio Miraglia, assassinato dalla mafia a Sciacca nel gennaio del 1947.

Il capitano dei carabinieri Bellodi, ex partigiano di Parma, - personaggio ispirato al Comandante dei Carabinieri di Agrigento, Renato Candida - assolutamente nuovo a tutto il meccanismo che regola il mondo mafioso, si occuperà del caso con determinazione e senso di giustizia. La sua pista lo porterà a contatto con l’omertà, il doppiogioco e, fenomeno di cui tanto si parla ma di cui poco ancora si sa, lo stretto, strettissimo legame tra Stato e Mafia. Fa riflettere la sottile critica mossa da Sciascia: nel periodo di stesura del romanzo (1960-1962), lo Stato Italiano, nonostante diversi documenti ne attestassero la presenza, negava fermamente l’esistenza della mafia. Bellodi riesce a individuare l’omicida e i suoi mandanti, ma tutti vengono presto rilasciati. Anche la stampa s’interessa ampiamente al caso, tanto che si apre un dibattito in Parlamento, alla presenza dello stesso Bellodi. Le pressioni politiche dall'alto, però, condurranno non solo all’archiviazione del caso, ma addirittura all’affermazione che la mafia è un’invenzione dei comunisti e che in realtà il delitto è solo un caso di infedeltà coniugale. La mafia, che in passato operava in segreto, come la civetta che è un animale notturno, ora è più pericolosa perché agisce in piena luce, di giorno, anche grazie a complicità politiche:      “… come la civetta quando di giorno compare” è l’epigrafe del romanzo [tratta dall’Enrico VI di Shakespeare].

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ANNO SCOLASTICO  2018-19

 

LIBRIAMOCI  2018 AL LICEO “A.EINSTEIN”

200 ANNI di FRANKENSTEIN

Locandina Libriamoci18 LiceoÈ tempo di bilanci per la quinta edizione di Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole: sono stati 437.000 gli alunni di tutte le età che hanno partecipato alle 3.093 iniziative nelle scuole di tutta Italia, dall’infanzia alle superiori, e nelle scuole italiane all’Estero. Dal 22 al 27 ottobre la campagna del Centro per il libro e la lettura, nata da un Protocollo d’Intesa tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero per i beni e le attività culturali, in collaborazione con #ioleggoperché, ha mobilitato insegnanti, studenti e lettori volontari e vede sul podio delle regioni più attive la Puglia (337) oltre alla Campania (449) e alla Sicilia (378). Il sito libriamociascuola.it resta attivo come punto di riferimento per la condivisione fra docenti e studenti di buone pratiche, suggerimenti di lettura e progetti, strumenti di approfondimento e bibliografie ragionate. 

Il nostro Liceo quest’anno ha partecipato all’iniziativa con l’incontro svoltosi presso l’Auditorium nel pomeriggio del 26 ottobre, quando si sono celebrati i 200 anni delle pagine del famoso racconto di Mary Shelley, aderendo in tal modo ad una delle proposte di Libriamoci. I giovani partecipanti, attraverso la lettura ad alta voce, hanno vissuto la nascita di un personaggio entrato a far parte dell’immaginario collettivo occidentale, la cui dimensione si è subito rivelata più complessa del dato più noto della sua mostruosità. I temi offerti dalla lettura hanno sorpreso per la loro attualità, consegnandoci due archetipi immortali con lo scienziato che si reputa onnipotente, ma che fallisce, e la Creatura, simbolo di chi si vede respinto sin dal suo primo apparire. E non si è tralasciato nè il tema della donna ‘anticonformista’ che scrive e che crea un congegno narrativo perfetto con tre diversi punti di vista che le corrispondono né quello del ‘doppio’, anticipatore dell’aspetto psicoanalitico. Frankenstein siede ormai fra i classici perché non finirà mai di dire quello che ha da dire - come ci ricorda Calvino - che in fondo si potrebbe riassumere tutto nel desiderio di attenzione per ognuno di noi in un mondo che ce ne dà sempre meno. Se la lettura, come i ragazzi hanno affermato in conclusione, grazie anche ad un anniversario, riesce a condurci alla riscoperta delle nostre relazioni col mondo, avrà raggiunto uno dei suoi intenti.

Nel nostro Istituto l’adesione a Libriamoci 2018 è avvenuta anche in orario curricolare, in forme svincolate dal programma di studio, seguendo i filoni tematici proposti di Lettura come libertà e di Buon compleanno Frankenstein! Con le loro iniziative hanno partecipato alle Giornate di lettura le seguenti classi:

   1 A          Italiano                Lettura libera di pagine scelte

   1 B          Italiano                Lettura libera di pagine scelte

   1 C          Italiano                Lettura libera di pagine scelte

   1 D          Italiano                Lettura libera; “Frankenstein” (pagine scelte), M. Shelley

   1 E          Italiano                Brani di narrativa fantasy e pagine scelte di I. Calvino

   1 F          Italiano                “Chi vuol vedere la mamma faccia un passo avanti”, M.P. Bernicchia

   1 I           Italiano                 Lettura libera di pagine scelte

   1 I           Spagnolo             “El conde Lucanor”, Don Juan Manuel  

   1 L          Italiano                Lettura libera di pagine scelte

   2 A          Italiano                Lettura libera; “Frankenstein” (pagine scelte), M. Shelley

   2 B          Italiano                Lettura libera di pagine scelte

   2 C          Italiano                Introduzione di “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, I. Calvino

                                              Il piacere di leggere e i diritti del lettore, D. Pennac da “Come un romanzo”

   2 D          Italiano                Brani di narrativa fantasy e pagine scelte di I. Calvino

   2 F          Italiano                “Io Emanuela agente della scorta di Borsellino”, A. Strada

   2 I           Spagnolo             “El joven rey y el filosofo”, (tratto da “El conde Lucanor”), Don Juan Manuel

   3 I           Spagnolo             “Cantar del mio Cid”, Anonimo

   4 F          Italiano                “La ragazza che guardava l’acqua”, G. Faletti

   4 C          Italiano                Lettura libera; “Frankenstein” (pagine scelte), M. Shelley

   5 C          Italiano                “La metamorfosi”, F. Kafka (lettura integrale)Attestato Libriamoci 2018 Liceo

L’entusiasmo di studenti e insegnanti è una certezza: edizione dopo edizione, sappiamo di poter contare su una risposta eccezionale in termini di impegno, creatività, disponibilità. È questa la forza di Libriamoci, una propulsione speciale che riesce a raggiungere alunni di tutte le età e nei luoghi più diversi. A tutti voi che avete partecipato diciamo: GRAZIE!” (Romano Montroni, Presidente del Centro per il libro e la lettura)

A questi si uniscono i ringraziamenti del nostro Liceo per tutti coloro che credendo nella forza della lettura, la promuovono per promuovere la formazione dei nostri alunni.

Nella complessità dei nostri giorni non è certo una sfida facile escogitare nuovi metodi per avvicinare i ragazzi alla bellezza della lettura. Ma, come sempre, dobbiamo tenacemente provarci.

   F.B.

 

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